domenica 8 novembre 2009

Paula Fox 2


Quello che rimane

Fazi 2005
€ 8,50


Gli oggetti, le loro forme che iniziavano a rafforzarsi nella luce crescente, avevano un’aria oscura, erano minacciosi come totem.

Questo pensa Sophie quando si sveglia all’alba e si muove silenziosamente per la sua casa. E questa è l’atmosfera di ansia e di oppressione del l’intero romanzo. La scrittura di Paula Fox è di un’anestetizzante rigorosità. Il suo sguardo penetra come uno spiraglio di luce in tutti gli anfratti della quotidiana normalità, nella cornetta di un telefono, sotto le coperte di una coppia navigata nella lussuosa casa della Brooklyn degli anni sessanta, nella casa del vicino attraverso la finestra difronte sino ai marciapiedi del quartiere.
Come dice Jonathan Franzen nell’introduzione “Quello che rimane è un romanzo in rivolta contro la sua stessa perfezione”. Ben venga allora la rabbia che produce uno scatto, che fa emergere un sentimento a cui si riesce a trovare un nome.
calvina

Paula Fox


Il vestito della festa

Fazi 2007
€ 15,00


Nell'America ruggente degli anni Venti e poi durante la grande depressione degli anni Trenta, nel mondo del teatro e del cinema di Hollywood, nel quale si affacciano spettrali comparse personaggi noti - da Stella Adler a Clifford Odets, da John Gilbert a Harpo Marx - Paula cresce tra adulti distratti, falliti, folli, disillusi nelle loro ambizioni artistiche e nei loro amori. Contundente è il ritratto dei genitori: coppia di sbandati belli e dannati come Francis Scott Fitzgerald e Zelda - affascinante e crudelmente anaffettiva la madre, sceneggiatore fallito, strambo e alcolizzato il padre (dall'introduzione di Melania G. Mazzucco).

Con uno stile asciutto e graffiante, in questa autobiografia Paula narra la sua difficile vita segnata dall'abbandono di sua madre, ferita mai rimarginata di una bambina sballottata tra adulti che tentano di accudirla. Luoghi e vestiti non suoi l'accompagnano nel cammino estraniante verso l'età adulta e una capacità di scrittura essenziale, che niente concede alla leggerezza del vivere, la riscatta senza farle mai assaporare la dolcezza del perdono.
m.m.

sabato 7 novembre 2009

Marta Dassù




Mondo privato e altre storie


Bollati Boringhieri 2009
€ 10,00





Tutto è stato confuso da subito. Eravamo Milanesi a Firenze, Comunisti al golf, esonerati dall'ora di religione nei primi anni sessanta. Eravamo, per volere materno, lì ma altrove. E io credo, dottore, che questo essere lì ma essere altrove abbia finito per non farmi sentire da nessuna parte...


Marta Dassù presenta
Mondo privato e altre storie mercoledì 11 novembre, alle ore 17,30, presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze, nell'ambito del ciclo di incontri "Leggere per non dimenticare".


martedì 3 novembre 2009

Lasciami l’ultimo valzer




Zelda Fitzgerald


Bollati Boringhieri 2009

€ 19,00



Pubblicato nel 1932, Lasciami l’ultimo valzer è l’unico romanzo di Zelda Sayre Fitzgerald, musa dell’“età del jazz” e moglie di Francis Scott Fitzgerald. Dolorosamente autobiografico, il libro narra la storia di Alabama Beggs, bella e anticonvenzionale ragazza del Sud, che sposa un artista, viaggia con lui in Europa, conducendo una vita relativamente infelice. La ricerca di qualcosa per sé, che Alabama trova nella danza, attraversa tutto il libro come un brivido di febbre fa con un corpo malato. A dispetto della vita stimolante che conduce, l’insoddisfazione segna la sua esistenza, come il gusto di amaro che talvolta accompagna dolci molto speziati.
Ai dialoghi serrati Zelda alterna bellissime descrizioni di ambienti e atmosfere.

Il treno li trasportò attraverso il carnevale rosa della Normandia, oltre il delicato merletto di Parigi e gli alti terrazzi di Lione, i campanili di Digione e il bianco romance di Avignone, fino al profumo dei limoni, al fruscio del fogliame scuro, alle nubi di falene che sferzavano il crepuscolo purpureo, fino alla Provenza, dove la gente non ha bisogno di vedere, a meno che non vada in cerca dell’usignolo.

Zelda Sayre Fitzgerald nacque a Montgomery, in Alabama, nel 1900. Cresciuta in una solida famiglia del profondo sud degli Stati Uniti, fu fin da giovane al centro dei pettegolezzi della sua città, per i suoi atteggiamenti anticonformisti. Nel 1920 sposò Fitzgerald; due anni dopo ebbero una figlia, Frances. Lo scrittore era all’apice del successo e la coppia divenne il modello vincente dei “ruggenti anni Venti”.
A ventisette anni, appassionatasi alla danza, Zelda decise di intraprendere una carriera da ballerina, impresa che contribuì, insieme a una vita coniugale scossa da risentimenti e gelosie, a renderla ancora più fragile. Al suo primo ricovero in sanatorio, nel 1930, con una diagnosi di schizofrenia, ne seguì un secondo nel 1932, dopo la morte del padre. La degenza in clinica non le impedì però di completare il romanzo Save me the Waltz. Entrata di nuovo in ospedale psichiatrico nel 1936 ad Asheville, in Carolina del Nord, vi morì nel 1948, insieme a diversi altri degenti, in un incendio che devastò la clinica.

marinella m.

Némirovsky 2



Come le mosche d’autunno


Irène Némirovsky

Adelphi 2007
€ 9,00



Russia, imperversa la guerra civile. I Karin, eredi di un’antica casata di ricchi possidenti, sono scacciati dal proprio palazzo, braccati e costretti a fuggire in Francia. La vecchia nutrice, Tat’jana Ivanovna, veglia sul loro inesorabile declino. L’anziana njanjuška non è un personaggio fatto di carne: è più facile immaginarla come un idolo di bronzo, forgiato dal dolore e dal tempo, trascinato da un capo all’altro del mondo, antico lare testimone di un’odissea di disperazione. Le sue calme movenze, l’operosità silenziosa, fatta di gesti necessari, obbedienti al dettato di una legge atavica che prescrive lealtà senza riserve, ma anche l’unione viscerale con la natura innevata e sterminata della propria terra, fanno di questa vecchia serva l’incarnazione dell’anima di una Russia antica, destinata a soccombere in un esilio che sarà, prima di tutto, umano e morale.

ma.me.

sabato 31 ottobre 2009

Némirovsky


Poco dopo il folgorante Giorno d'estate (Via del vento, € 4,00), esce per Adelphi un nuovo romanzo di Irène Némirovsky, L'affare Kurilov (€ 13,00). Sempre di Adelphi la bella biografia della scrittrice ebrea: La vita di Irène Némirovsky di Patrick Lienhardt e Olivier Philipponnat (€ 23,00).

domenica 25 ottobre 2009

Quaderno proibito




Alba de Céspedes


Net 2006
€ 8.00




Ogni volta che apro questo quaderno guardo il mio nome, scritto in prima pagina.
Mi compiaccio della mia scrittura sobria, non molto alta, piegata da un lato, che pur denunzia chiaramente la mia età. Ho quarantatré anni, sebbene, quando ci penso, non riesca a convincermene. Anche gli altri stupiscono nel vedermi accanto ai miei figli e mi fanno sempre qualche complimento che fa sorridere con impaccio Riccardo e Mirella. Comunque ho quarantatré anni e mi pare vergognoso ricorrere a puerili sotterfugi per scrivere in un quaderno. Perciò è assolutamente necessario che confessi a Michele e ai ragazzi l’esistenza di questo diario e affermi il mio diritto di chiudermi in una stanza a scrivere quando ne ho voglia...

Valeria Cossati, protagonista di Quaderno proibito, scritto da Alba de Céspedes nel ’52, è una donna che vive in un momento di transizione tra i valori della famiglia tradizionale e i nuovi valori nati dal consumismo del primo dopoguerra. Valeria vive tutte le contraddizioni che questo cambiamento sociale e culturale suscita, provando in prima persona il dissidio interiore tra il desiderio di non essere più invisibile in famiglia, non essere più considerata solo in quanto madre e moglie, e il bisogno, sempre più vivo, di sentirsi libera da ruoli, di esprimere la propria identità di donna che ama e sente. Valeria, che incarna verosimilmente la donna degli anni ’50 ma ripropone anche problematiche attuali, lavora per contribuire all’economia familiare e invece di trovare nel lavoro il proprio riscatto lo vive come un peso, portandolo avanti come uno sforzo necessario assieme alle faccende domestiche e alla gestione della famiglia. E in questo si confronta con la figlia, che invece rivendica la propria emancipazione, l’indipendenza economica e la libertà sessuale.
Valeria deve mostrarsi sempre invulnerabile, senza tentennamenti o sfumature, perciò è costretta a nascondere il diario in cui registra le sue emozioni e i suoi pensieri, timorosa dei giudizi e del sarcasmo dei figli e del marito. E da qui, da questo rinnegamento, dall’abitudine all’autocensura, sorgeranno i desideri di evasione e quello di un nuovo amore…
Valeria non ha “una stanza tutta per sé” - lo spazio fisico e mentale già rivendicato da Virginia Woolf qualche decennio prima nella più evoluta Gran Bretagna - e anzi non ha neppure un cassetto tutto per sé in cui tenere il diario “proibito” e finisce per nasconderlo nella cesta dei cenci sporchi. Vive così in attesa dei brevi momenti di solitudine e della notte, quando tutti dormono in casa, per potersi dedicare a se stessa, alla scrittura interiore, che è, come per la stessa Alba de Céspedes, uno straordinario mezzo per dare libero corso al “flusso di coscienza”, ai pensieri, ai sogni, ai ricordi, e acquisire così una nuova autocoscienza.

C.L.