mercoledì 15 luglio 2009

Alice Guy



Memorie di una pioniera del cinema


a cura di Monica Dall'Asta

Cineteca di Bologna 2008
€ 10,00



Per me è stato sempre motivo di stupore constatare come le donne abbiano colto finora solo in minima parte la magnifica opportunità che l'arte cinematografica offre loro di raggiungere la fama e la fortuna come produttrici di film. Di tutte le arti, infatti, questa è probabilmente quella in cui le donne possono esprimere nel modo più splendido talenti, che per loro sono tanto più naturali di quanto lo siano per gli uomini e di cui il cinema ha assolutamente bisogno per giungere alla sua perfezione...


Torna in libreria l’autobiografia di Alice Guy (1873­-1968), prima donna regista nella storia del cinema. Entrata alla Gaumont come impiegata, inizia poco dopo la carriera di regista e direttrice di produzione; poi fonda e presiede una compagnia indipendente. È stata responsabile della realizzazione di diverse centinaia di film, molti dei quali da lei stessa diretti o interpretati, ma solo dopo la pubblicazione di questa autobiografia, apparsa postuma nel 1976, ha ottenuto il posto che le spetta tra i grandi del cinema muto.
Il libro contiene anche un saggio critico della curatrice, una ricca appendice documentaria e una filmografia.

lunedì 13 luglio 2009

Arundhati Roy


Quando arrivano le cavallette

Guanda 2009
€ 13.00






Ciò di cui abbiamo bisogno oggi, per la sopravvivenza del pianeta, è un progetto a lungo termine. Possono i governi democratici, la cui stessa sopravvivenza dipende da risultati immediati, dallo sfruttamento a breve scadenza, offrire questo progetto? Non potrebbe darsi che la democrazia, sacra risposta alle nostre speranze e preghiere a breve termine, baluardo delle nostre libertà individuali e nutrice dei nostri sogni più avidi, si riveli uno scacco matto per il genere umano? Non potrebbe darsi che la democrazia abbia tanto successo tra l’umanità moderna proprio perché ne rispecchia la più grande pecca: la miopia? La nostra incapacità di vivere nel presente, e al tempo stesso di guardare molto in là nel futuro, ci rende strani esseri «di mezzo», né bestie né profeti. La nostra intelligenza strabiliante sembra averci privato dell’istinto di sopravvivenza. Saccheggiamo la terra nella speranza di accumulare surplus materiali che compensino quella cosa profonda e indicibile che abbiamo perduto.

domenica 12 luglio 2009

Tina


Pino Cacucci

Feltrinelli 2005
€ 8,00




Non sono stata granché “creativa”, Edward. In media ho eseguito meno di una stampa al mese… e questo per me è terribile. L’assenza di interesse non c’entra. Forse mi manca la disciplina, il potere di controllo sull’esecuzione… A volte, arrivo a pensare che le donne, per ciò che riguarda il lavoro creativo siano inefficienti, dispersive… Ci manca la capacità di concentrazione, di lasciarci assorbire completamente da una cosa. Ecco, ricado nell’abitudine di generalizzare un’opinione a cui sono arrivata analizzando solo me stessa. E tornando a me non posso, come mi hai proposto una volta, risolvere la questione della mia esistenza perdendomi nel problema dell’arte. Non solo non posso farlo, ma soprattutto sento che il problema del vivere incide profondamente sul problema della profondità artistica…


Per chi già la conosce come fotografa, allieva e compagna del grande Edward Weston, per chi ne conosce l’impegno politico nel Messico rivoluzionario, ma anche per chi semplicemente ama le biografie storiche senza rinunciare al piacere del romanzo d’autore e desidera lasciarsi trasportare dal racconto che origina dai documenti e dalle lettere… a tutte queste persone consiglio Tina, un libro scritto da Pino Cacucci, che ha saputo tramutare in romanzo appassionante la biografia di Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, meglio conosciuta come Tina Modotti.
Nel corso della sua vita Tina ha la fortuna di frequentare intellettuali e artisti di rilievo – fra questi il grande pittore Diego Rivera. Partecipa con tutta se stessa, spesso rinunciando a sviluppare le proprie doti artistiche, alla causa messicana prima e alle attività del partito comunista poi: segue gli ordini che le provengono da Mosca, lavorando per il Soccorso Rosso e combattendo per le brigate internazionali in Spagna.
La passività malinconica degli ultimi anni e la sua fine misteriosa forse sono causa e effetto del suo progressivo distacco dal partito, sempre più lontano dagli ideali rivoluzionari.

C.L.

mercoledì 8 luglio 2009

La prigione rosa




Eva Schwarzwald

Guerini 2009
€ 20,00




“Sapevo che in quella cartellina c’erano cose che mi potevano illuminare sui miei percorsi di vita”.
Eva Schwarzwald trova un album di foto ingiallite e un pacchetto di lettere: la storia di sua nonna, Flora Vitale, e di sua mamma Luciana.
Sono gli anni ’20 del novecento; Flora, che appartiene alla borghesia ebraica romana, crescerà la figlia da sola e per farlo lascerà Roma ritirandosi a Genova, a Villa Barabino.
Flora, Luciana, Eva, Viola: è una bella storia tutta al femminile, questa che ci narra l’autrice. Una storia che partendo dalle nonne e arrivando alle nipoti, ci ricorda che siamo figlie del nostro tempo e non meno delle nostre madri e delle loro madri. “La storia in ebraico è plurale femminile, generazioni, il susseguirsi della vita e della morte. È dal grembo delle donne che viene la storia”.
Da questa storia, ci piace pensare, insieme ad Eva, che “Nasceranno bambine nuove, che diventeranno donne, che sapranno, come Rebecca al pozzo, dissetare i loro compagni di strada, capaci di distinguere a chi porgere l’anfora: non la poseranno più ai piedi del primo messo venuto a carpire la loro integrità, perché dalle loro ave hanno imparato la libertà delle donne”.

marinella m.

lunedì 6 luglio 2009

Firenze da piccola




Elena Stancanelli


Laterza 2006
€ 9.00




…Noi fiorentini siamo portatori di anticorpi che ci permettono di sopravvivere alla nevrosi della bellezza assoluta. Non siamo stronzi, siamo diversi. E se teniamo lontani gli stranieri, se li mettiamo alla prova per un periodo lungo, lo facciamo per carità…


Firenze ha due volti, Diquaddarno e Diladdarno. Una storica dicotomia che accompagna il viaggio di ritorno della scrittrice nella città della sua infanzia e adolescenza. È un viaggio nei ricordi. Un giro veloce fra strade e posti di sempre. Ogni pietra ogni quartiere è lì, con storie aneddoti leggende per soli fiorentini. Un percorso che si conosce a memoria per ritrovare non solo genitori, nonni, amici.
Firenze, invece, sospesa ed immobile – quasi a proteggersi – ti regala la sua sola bellezza, rinascimentale scenografia in prestito. Se non sei distratto o frettoloso ti permette anche di scegliere: di là o di qua, sperando in fondo in un tuo non ritorno. Un racconto leggero e sincero.

a.t.

sabato 4 luglio 2009

Shirin Ebadi a Firenze




Lunedì 6 luglio Shirin Ebadi, l'avvocata iraniana premiata con il Nobel per la pace nel 2003, terrà una lectio magistralis sul tema “Una vita per la cultura dei diritti umani”.

L'appuntamento è al Museo dell'Accademia, in via Ricasoli 60, alle ore 16,00.

mercoledì 1 luglio 2009

A occidente con la notte



Beryl Markham


Neri Pozza 2009
€ 14,00





I contendenti della conquista hanno trascurato l'anima vitale dell'Africa stessa, da cui emana la resitenza autentica alla conquista... l'Africa appartiene ad un'era antica e il sangue di molte delle sue genti è altrettanto venerabile e puro... quale razza di nuovi arrivati, spuntata da un secolo recente... può egugliare in purezza il sangue di un singolo masai murani, il cui retaggio forse affonda le sue radici poco lontano dall'Eden?


Il testo proposto parla dell'Africa, della sua gente e della esperienza trentennale di Beryl in questo continente staordinario da lei esplorato con amore.
Nata a Leicester nel 1902, all'età di quattro anni Beryl viene portata in Africa orientale (Kenia) dal padre che lascia moglie e figlio in Inghilterra. Dal 1920 Beryl esercita la professione di addestratrice di cavalli da corsa, prima donna in Africa a svolgere questo lavoro. Nel 1931 diviene pilota della East African Airways e prima donna a realizzare la trasvolata dell'Atlantico. A occidente con la notte fu pubblicato negli Sati Uniti nel 1942 e l'anno successivo in Gran Bretagna ma - come dice Martha Gellhorn nella postfazione - uscì in anni sbagliati e ingiustamente non ebbe il successo di un altro libro di pari livello: La mia Africa di Karen Blixen (1937).
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