domenica 30 novembre 2014

Nuovi orari

Dal 1° dicembre la libreria sarà aperta nei seguenti orari:

lunedì 15,30-19,30
martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 9,30-13,00; 15,30-19,30
sabato 15,30-19,30

Nel mese di dicembre sarà inoltre aperta la domenica e i giorni festivi, di pomeriggio (15,30-19,30)

mercoledì 12 novembre 2014

Un paesaggio di ceneri



Élisabeth Gille

traduzione e cura di Cinzia Bigliosi

Marsilio 2014
€ 16,50



In fondo quella bambina non sapeva niente di se stessa, niente delle proprie origini e della propria identità. Non era che terra bruciata, un paesaggio di ceneri, circoscritto nei labili confini di una forma umana dalla forza magnetica della calamita che Benédicte rappresentava per lei. Cosa le sarebbe successo quando il tempo l'avesse separata dall'amica, il che un giorno  non poteva non accadere?

Nella Francia occupata dai nazisti Léa Lévy, che ha cinque anni, viene separata dai genitori, ebrei russi, nella speranza che possa sfuggire alla deportazione. È il luglio del '42.
Accolta in un convento nelle vicinanze di Bordeaux, la bambina si legherà a una sola altra piccola rifugiata, Benédicte Gaillac, di due anni più grande.
Liberata Bordeaux, Léa convince suor Saint-Gabriel ad accompagnarla a Parigi in cerca dei suoi genitori, convinta di trovarli nel loro appartamento di un tempo. Requisita dai tedeschi, ora la casa è abitata dai portieri dello stabile. La suora e la piccola vengono indirizzate nel luogo dove vengono convogliati gli scampati ai campi di sterminio, l'Hotel Lutetia, ma neanche lì c'è traccia dei genitori di Léa. La bambina ritorna al convento come trasformata. Non c'è più luce nei suoi occhi, niente la interessa più, Benédicte rimane l'unico filo che la lega alla vita.
Alla Liberazione, i signori Gaillac, membri attivi della resistenza, tornano a Bordeaux per prendere  Benédicte e, comprendendo all'istante che le due bambine non possono essere divise, portano Léa a vivere con loro, amandola come una figlia. Nonostante abbia trovato la sicurezza e l'amore di una famiglia, Léa vive con i Gaillac comportandosi come un'ospite educata e rispettosa.
Solo Benédicte sapeva che Léa era a conoscenza della fine atroce che avevano fatto i suoi familiari e i sei milioni di ebrei sterminati nei campi.
Elisabeth Gille ha riportato in questo libro parte delle vicissitudini sue e della sorella Denise, da quando, nel luglio 1942, furono strappate  all'amore dei genitori. Figlie di Irène Némirovsky e di Michel Epstein, morti ad Auschwitz, fu a loro che il padre affidò il capolavoro della scrittrice russa, Suite francese.
Un paesaggio di ceneri, pubblicato in Francia nel 1996, ha vinto il Grand Prix des Lectrices di “Elle” ed è stato selezionato per tutti i più prestigiosi premi francesi, il Goncourt, il Médicis, il Fémina e il Renaudot. Un libro amaro, doloroso e bellissimo.

Élisabeth Gille muore nel 1996 stringendo la mano della sorella Denise, che, nel 2013, prima di andarsene, dirà: La chemioterapia che ha fatto perdere i capelli a entrambe noi sorelle ci ha rese uguali in punto di morte alla mamma rasata prima di morire. Oggi le loro spoglie riposano nel piccolo cimitero di Belleville, nella tomba che fu di Fanny, la nonna materna, finalmente riunite sotto la lapide che ricorda anche Irène Némirovsky e Michel Epstein.

marinella m.

domenica 26 ottobre 2014

Ogni mattina a Jenin




Susan Abulhawa

Feltrinelli, 2013
€ 9,50

 


In un tempo lontano, prima che la storia marciasse per le colline e annientasse presente e futuro, prima che il vento afferrasse la terra per un angolo e le scrollasse via nome e identità, prima della nascita di Amal, un paesino ad est di Haifa viveva tranquillo di fichi e olive, di frontiere aperte e sole.
Susan Abulhawa narra, a partire dal 1941, la tragedia della terra di Palestina, martoriata ancora oggi. In queste pagine che urlano dolore e rabbia, ma non rancore, sono descritte tutte le tappe attraverso le quali la popolazione palestinese fu cacciata dalle proprie case per le tende dei campi profughi. Chi ci accompagna in questo viaggio, dal villaggio di 'Ain Hod al campo profughi di Jenin, è Amal, l'amata nipotina del patriarca Yehya Abulheja.

Quando la famiglia preparò il suo corpo per la sepoltura trovò tre olive nella mano destra e alcuni fichi dentro alle tasche … Così, tra le lacrime, la popolazione del fatiscente campo di Jenin pianse la morte di Yehya celebrando la sua vita ed il suo ultimo gesto di coraggio e amore per la terra.

Una storia lunga sessant'anni raccontata quasi anno per anno che, mentre narra i fatti storici realmente accaduti e chiama in causa i responsabili, entra nelle stanze di una famiglia annientata dalla guerra.
Ed i proiettili si conficcano anche nella carne di noi che leggiamo.
Amal, segnata anche nel corpo, emigrata in America, perderà via via tutti i suoi cari e rimarrà sola, indurita e chiusa nel suo dolore. Con lei c'è Sara, la figlia che riesce ad amare solo di notte, quando la bambina dorme e lei le accarezza i capelli e la copre di baci.
Ma l'amore per la propria terra tuttavia sopravvive ed il desiderio di Sara di conoscere la storia della nonna Dalia, della bisnonna Bassima, dello zio Yussef, della zia Huda, uccisa nel campo di Shatila e di tutti gli altri, riporteranno Amal a Jenin un'ultima volta.
Anche la storia d'amore di sua e madre e suo padre era nata lì.

L'azzurro Mediterraneo lambiva i nostri piedi e si perdeva all'orizzonte in un cielo senza nubi. Non si capiva dove finisse il mare e cominciasse il cielo e fu in quell'azzurro infinito che venni toccata dal sorprendente incantesimo dell'amore.


Susan Abulhawa è nata da una famiglia palestinese in fuga dopo la Guerra dei Sei giorni e ha vissuto i suoi primi anni in un orfanotrofio di Gerusalemme. Adolescente, si è trasferita negli Stati Uniti e si è laureata in scienze biomediche. Vive in Pennsylvania. Autrice di numerosi saggi sulla Palestina, per cui è stata insignita nel 2003 del premio Edna Andrade, ha fondato l'associazione Playgrounds for Palestine, che si dedica ai bambini dei Territori Occupati.
Ogni mattina a Jenin, il suo primo romanzo, è stato pubblicato in ventidue paesi.
marinella m.

lunedì 13 ottobre 2014

19 ottobre, in libreria

Si chiamava Beatrice
Era analfabeta, ma piena di sensibilità. Si esprimeva in ottava rima e vinceva i suoi avversari improvvisando sulle piazza tra paesani entusiasti. Non risparmiava i potenti e non si lasciava intimidire dai velluti e dagli specchi di nobili salotti. Maria Beatrice Bugelli Bernardi del Pian degli Ontani è stata la più celebre poetessa della montagna pistoiese, un caso letterario nell'Ottocento, uno spirito libero, connotato dalla cifra dell’ironia.

Conferenza di Elena Giannarelli
Introduce e coordina Milly Mazzei

Domenica 19 ottobre 2014, ore 17,00
Libreria delle Donne
via Fiesolana 2B - Firenze

Ingresso gratuito fino a un massimo di 50 persone, prenotazione obbligatoria.

Info e prenotazioni
055 5001495 info@ttctoscana.com

mercoledì 8 ottobre 2014

Uno scavo tutto per sé


23 ottobre 2014
IL PRETESTO DELL’ARCHEOLOGIA
Agatha Christie in Mesopotamia • Gertrude Bell, la donna che ha disegnato l’Iraq • Dorothy Cox, archeologa e spia
   
30 ottobre 2014  
UNO SCAVO TUTTO PER SÉ
Le protagoniste della Scuola Archeologica Americana e di quella Inglese, ad Atene
   
6 novembre 2014 
L’ESPERIENZA ITALIANA
La scuola Archeologica Italiana ad Atene e le sue pioniere alla scoperta dell’Egeo
   
13 novembre 2014 
DIETRO AD OGNI GRANDE UOMO… ecc. ecc.
Mogli carismatiche e il loro ruolo nella vita e nel lavoro di importanti archeologi e studiosi
   
20 novembre 2014
NON AVETE MAI FATTO SCOPERTE
DI ALCUNA IMPORTANZA
«Una donna deve avere soldi e una stanza uno scavo tutto per sé per poter scrivere studiare»:
i consigli di Virginia Woolf alle archeologhe moderne


Sede: i 5 incontri, di 2 h ciascuno, si svolgeranno presso la Libreria delle Donne di Firenze, via Fiesolana 2 B, in orario 17,30-19,30.



INFO E ISCRIZIONI

Stefania Berutti
tel. 3333601867 (in orario 13-14.30 e 19.00-20.30)
stefaniab@gmail.com

Libreria delle Donne Via Fiesolana 2b, Firenze
tel. 055 240384—libreriadonne@iol.it
lun 15.30-19.30; mar e giov 9.30-19.30
merc e ven 9.30-13 15.30-19.30
sab 15.30-19.30