martedì 12 maggio 2009

I doni della vita


Irène Némirovsky


Traduzione di Laura Frausin Guarino

Adelphi 2009
€ 18,00


“Mio marito?” chiese a voce bassa quando le furono accanto. “Sapete dov’è mio marito?” ... “Allora è vivo”, esclamò lei, e la gioia le inondò il cuore fin quasi a farle male...
“Ricostruiremo. Ci arrangeremo. Vivremo”... Agnès non avvertiva più né dolore né fatica. Si sentiva come al termine di una mietitura, di una vendemmia: tutta la ricchezza, l’amore, il riso e il pianto che Dio le riservava li aveva raccolti... i doni della vita lei li aveva riposti nel granaio, e tutto l’amaro e il dolce della terra avevano dato i loro frutti. Lei e Pierre avrebbero concluso la loro vita insieme.

Scritto nella seconda metà del 1940, I doni della vita uscì a puntate su Gringoire, una rivista settimanale apertamente collaborazionista e antisemita, tra l’aprile e il giugno del 1941 (Irène non poteva più firmare le sue opere nel paese occupato dai nazisti), e fu stampato in volume solo nel 1947, quando la scrittrice era già morta da cinque anni nel campo di concentramento di Auschwitz. In trenta capitoli, attraverso la storia della famiglia Hardelot, il romanzo ci fa percorrere trent’anni di storia francese (dagli anni precedenti alla prima guerra mondiale fino alla Francia occupata dai nazisti). Gioie, amori, passioni, attaccamento alle tradizioni di gente comune (borghese e piccolo borghese) che costruisce il proprio futuro con pazienza e instancabile laboriosità ed è costretta a subire due guerre che distruggono in un baleno interessi economici e affetti.
Al contrario di Agnès e Pierre, Irène e suo marito non avranno la possibilità di invecchiare insieme: moriranno entrambi nel 1942.

mm

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