lunedì 8 febbraio 2010

Quel che è di Cesare

Oggi alle ore 17,00, presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze, Savino Pezzotta e Aldo Schiavone discutono del libro-intervista a Rosy Bindi curato da Giovanna Casadio (Laterza 2009). L'iniziativa è organizzata dalla Fondazione Giorgio La Pira.
Coordina Mario Primicerio, partecipa Sergio Staino, interviene Rosy Bindi.
Con i libri sarà presente la Libreria delle Donne di Firenze.

Solo con gli occhi




Wataya Risa


Einaudi 2007
€ 9,00




La solitudine grida. Un grido che si leva alto e continua a risuonare come una campanella, al punto da farmi male alle orecchie, da serrarmi il cuore, e per impedire che i miei compagni lo sentano, mi metto a stracciare fogli di carta. In lunghe, lunghissime strisce. Il fastidioso rumore della carta strappata sovrasta quello della solitudine.

Hatsu è un'adolescente che frequenta i primi anni del liceo. Da una parte rifiuta di dover cambiare se stessa per poter essere accettata dal gruppo (Io detesto essere esclusa, ma odio ancora di più far parte di un gruppo. Appena ne diventi membro ti devi adeguare agli altri...), dall’altra soffre della sua solitudine che la la conduce ad escludersi dal mondo. Anche Ninagawa, suo compagno di classe, vive fuori dal mondo.
Tra incomprensioni e intolleranze nasce tra loro un rapporto che non riesce però a compiersi come Hatsu desidera.
calvina

sabato 6 febbraio 2010

La donna di Gilles




Madeleine Bourdouxhe


Adelphi 2007
€ 14,00




Il romanzo, pubblicato nel 1937 in Francia, rese famosa Madeleine Bourdouxhe (1906-1996), allora trentenne, autrice belga alla sua opera prima.
Come scrisse l’autrice nella breve nota introduttiva all’edizione Gallimard: L’annientamento nell’amore: un po’ la storia di tutte le donne. E pensandoci si prova una strana sensazione: la vita delle donne è segnata da una commovente nobiltà - ma come vorremmo sollevarle da questo peso!
Un’indimenticabile storia d’amore scritta con semplicità e perizia letteraria.
mm

venerdì 5 febbraio 2010

La passione di Artemisia





Susan Vreeland


Neri Pozza 2002
€ 16,50



Un giorno dipinsi due rughe verticali tra le sopracciglia di Giuditta, come aveva fatto Caravaggio, a dimostrazione che per Giuditta era stato difficile uccidere. Il giorno seguente, in tribunale, Agostino mi lanciò un’occhiata minacciosa, perché sapevo che era un assassino, e quel pomeriggio, tornata a casa, cancellai le rughe.
Volevo dare a Oloferne, nell’istante in cui aveva capito che stava per morire, la stessa espressione che aveva avuto Agostino quando lo avevo chiamato assassino.

Allieva del padre Orazio, Artemisia Gentileschi fu una pittrice di grande talento, una tra le poche protagoniste femminili della storia dell’arte europea, la prima donna che riuscì a entrare nella paludata Accademia delle belle arti. Nel 1612, a 15 anni, fu più volte oggetto di violenza carnale da parte del pittore Agostino Tassi, amico e collaboratore del padre. Fu il primo caso di stupro cui fece seguito un processo, per il quale tuttavia Artemisia dovette sottoporsi a torture e umiliazioni. Tassi scontò otto mesi in prigione e alla fine il caso fu archiviato. Artemisia dovette sposarsi e cambiare città – da Roma si trasferì a Firenze –, per lasciarsi alle spalle la vicenda dello stupro, dalla quale, forse, trasse in parte la forza e l’intraprendenza per costruire la propria carriera di pittrice.
In questo romanzo Susan Vreeland interpreta la vita avventurosa della pittrice attraverso le lettere e i documenti di archivio, ma soprattutto attraverso la sua immaginazione viva e uno sguardo sensibile alle sfumature della donna e dell’artista, che, costretta a vivere in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la propria arte e a difendere la propria libertà. Non è un caso che Artemisia sia stata riscoperta negli anni ’70, divenendo presto un simbolo dell’emancipazione femminile.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di Artemisia Gentileschi, oltre alle introvabili Lettere precedute da «Atti di un processo per stupro» (Abscondita 2004), suggerisco altre letture: il romanzo intenso ma rigoroso scritto da Anna Banti, narratrice e storica dell’arte che fa riaffiorare dalla memoria le vicende dell’artista sullo sfondo autobiografico del dopoguerra (Artemisia, Bompiani 1947 e segg.); un altro romanzo, frutto del lavoro della scrittrice francese Alexandra Lapierre, che ripercorre la vita della pittrice ispirandosi a fonti manoscritte e a riferimenti letterari (Artemisia, Mondadori 1999); infine, la biografia curata da Tiziana Agnati e Francesca Torres, con estratti degli «Atti del processo» in appendice, che presenta Artemisia come un’artista dello stesso valore di Caravaggio, Lorenzo Lotto, Rubens (Artemisia Gentileschi. La pittura della passione, Selene 2008).
C.L.

giovedì 4 febbraio 2010

Donne e uomini insieme contro il sessismo di tv e media

Il movimento delle donne di Firenze LibereTutte e l'ARCI provinciale organizzano un ciclo di incontri dal titolo DONNE E UOMINI INSIEME CONTRO il SESSISMO di TV e MEDIA, durante i quali sarà proiettato il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù.
Il primo appuntamento è venerdì 5 febbraio, al Circolo Arci Isolotto, via Maccari 104 Firenze. Interverrà Iaia Caputo, autrice di Le donne non invecchiano mai (Feltrinelli 2009). Sarà presente la Libreria delle Donne di Firenze.

Libere Tutte promuove sullo stesso tema altre iniziative in collaborazione con:
- ARCI LESBICA, via dei Serragli, 3: 12 febbraio, ore 20,30.
- Sezione Coop di Ponte a Greve, viuzzo delle Case Nuove: 8 marzo, ore 16.
- Sezione soci Coop di Rifredi - Nord ovest - p.zza Leopoldo: 19 marzo, ore 17,30.
- Commissione cultura Consiglio di Quartiere 5 e Biblioteca Buonarroti - Villa Pozzolini - v.le Guidoni, 188: 12 marzo, ore 17.

martedì 2 febbraio 2010

Come mi batte forte il tuo cuore



Benedetta Tobagi


Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre

Einaudi 2009
€ 19,00


Sono andata dappertutto, fieramente sola, orgogliosa della mia libertà. Sono stata forte, a volte spavalda. Dovunque, nel segreto del mio cuore, mi facevo coraggio pensando a lui, spesso portando con me qualcosa di suo. Fragili espedienti per cercare di sentire la sicurezza e la protezione delle braccia di un padre che mi è mancato ogni giorno della vita.
La nostalgia dell’abbraccio resta una ferita aperta… Papà, questo libro è la mia rosa per te…
Paradossale: non poter dimenticare neanche un momento un padre che non c’è e non potrai mai avere vicino. Un nome onnipresente e un vuoto abissale…

«È il tragico paradosso dei terroristi: uccidono per dimostrare che sono vivi». Così scriveva Walter Tobagi in uno dei suoi ultimi articoli, prima di essere ucciso il 28 maggio, in una mattina piovosa di tarda primavera. Vittima della «Brigata XXVIII marzo», il terrorismo di sinistra.
È stato il cocente senso di vuoto derivato dall’assenza di «papà», figura famigliare e privata, che mi ha indotto ad approfondire la conoscenza della sua immagine pubblica: era una componente essenziale per capirlo davvero… Ogni giorno sperimentavo, fin nelle piccole cose, di non essere figlia, ma orfana. Una scorticatura su cui non ricresce mai la pelle…
Un padre che non ha quasi conosciuto e che si manifesta attraverso la ricostruzione e il racconto del modo di stare al mondo dell’ ex popularis al «Corriere della sera», giornalista e storico.
Immersa in immagini incomplete, sbilanciate, falsate, riduttive…
Inizia così, attraverso uno “studio scientifico” della vita privata e pubblica, del “caso Tobagi” soprattutto, il lungo racconto della scoperta di un uomo che genera ˗ in questo modo ˗ il suo essere padre. Un uomo che ha fatto del suo lavoro una forma di riscatto sociale, una ragione di vita… la ragione di una persona che si sente intellettualmente onesta, libera e indipendente, e cerca di capire perché si è arrivati a questo punto di lacerazione sociale, di disprezzo dei valori umani.
Con questo libro Benedetta dimostra che al di qua e al di là della morte, del dolore, del vuoto, non solo privato, la Vita canta. Ma, cosa ancora più importante, …che chi cresce attorno al vuoto e ne conosce il morso cerca di tessere una trama robusta e amorevole perché non vi cada più nessuno.
Un libro magico, autentico fino alla fine. Il libro che avrei voluto scrivere.
A.T.

lunedì 1 febbraio 2010

Grete Weil

A poco più di dieci anni dalla sua morte, un'iniziativa pubblica per ricordare Grete Weil. Il 4 febbraio alle ore 17,00 presso l'Auditorium Sant'Apollonia (via San Gallo 25/A) si svolgerà la presentazione della sua raccolta Conseguenze tardive (La Giuntina 2008). Interverranno Ugo Caffaz (direttore generale Politiche formative, beni e attività culturali della Regione Toscana), Mara Baronti (presidente Centro Ideazione Donna), Camilla Brunelli (curatrice della raccolta) e Rosetta Loy (scrittrice). Letture di Patrizia Creati.

Ebrea e tedesca, scrittrice scomoda e poco amata sia dalla comunità ebraica sia dagli intellettuali tedeschi, Grete Weil (1906-1999) è rimasta una figura isolata nel panorama culturale della Germania Federale; è recente l'analisi del post-esilio interiore e esteriore degli ebrei di lingua tedesca, che non troveranno spazio nel mondo letterario e culturale della Germania fino agli anni Novanta, come ben spiega Camilla Brunelli nell'introduzione e nella postfazione alla raccolta.
In italiano, oltre a Conseguenze tardive (che avevamo segnalato nel giugno 2009), si possono leggere Mia sorella Antigone (Mimesis 2007) e Il prezzo della sposa (Giunti 2006).