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giovedì 2 giugno 2016

Per dieci minuti




Chiara Gamberale

Feltrinelli 2013
€ 8,50





Che un giorno di dicembre – ispirata da Rudolf Steiner ed esasperata da me –, alla fine di una seduta, mi ha buttato lì, intensa e un po’ magica com’è: “Le va di fare un gioco?”.

Chiara, 36 anni, scrittrice di una rubrica per un settimanale dopo 10 anni di un matrimonio perfetto e senza figli si ritrova catapultata in una vita che non riconosce: il marito l’ha lasciata per una mite irlandese cucinatrice di pancake; il suo direttore l’ha sostituita con la vincitrice del Grande Fratello; il libro che sta scrivendo è a un punto morto e inoltre Roma, dove si è trasferita per desiderio del marito, è troppo grande per lei. Chiara non riesce a uscire dal suo torpore, quindi decide di entrare in terapia. Il libro si articola sul gioco che la sua analista le propone, cioè di fare per 10 minuti al giorno, per un mese, qualcosa di completamente nuovo mai fatto prima, perché spesso non c’è niente di più difficile che uscire dalla propria comfort zone. Chiara quindi decide di iniziare questa sfida partendo dalle cose più banali – usare uno smalto di un colore improbabile – fino a arrivare a quelle più impegnative: imparare a guidare. Il racconto è una lenta e divertente scoperta di sé, un percorso in una sorta di diario o calendario dell’avvento, l’avvento di una nuova fase, giocosa, della vita e un modo assolutamente unico per scoprire il mondo.

Chiara Gamberale è una giovane scrittrice romana; nel suo settimo libro racconta una storia parzialmente autobiografica, in modo fresco, divertente e ironico.

Alice Cesaroni, Liceo Machiavelli - Firenze

Alice collabora con la Libreria delle Donne nell'ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro (PTOF 2016-2019)

martedì 13 ottobre 2015

Troppa importanza all’amore




Valeria Parrella

Einaudi 2015
€ 14,00





Anche il sole avanzava, allora chiusi gli occhi e rimasi così, senza alcun peso: scoprivo che alla festa siamo tutti invitati a partecipare, ma quello che più importa è come ti senti il giorno dopo.
Tienimi alla giusta distanza da quelli che amo, Dio, cazzo.​
Si è persone come un sacco di persone che danno troppa importanza all’amore.


Nelle storie di Valeria Parrella le relazioni umane sono declinate in un continuo oscillare di forza e fragilità. L’attrazione paralizzante di una donna per il cameriere della pizzeria che da sempre la serve. La paura di un padre che osserva da lontano il figlio problematico che soffre, ma che ha voglia di farcela. L’immobilità del carcere a vita. La morte. Il tradimento.
Un libro che non racconta l’amore ma la vita.
 A.T.


venerdì 5 giugno 2015

Artemisia



Anna Banti

SE 2015
€ 22,00





 Per quante forme, per quanti modi diversi possa esprimersi il dolore di una intattezza violata, Artemisia me lo fa intendere in quest’aria di sacrificio e di pericolo che fomenta, con i rimpianti di tutti, il suo rimpianto di risuscitata invano. La nostra povera libertà si lega all’umile libertà di una vergine che nel milleseicentoundici non ha se non quella del proprio corpo integro e non può capacitarsi in eterno di averla perduta. Per tutta la vita essa si adoprò a sostituirla con un’altra, più alta e più forte, ma il rimpianto di quell’unica restò: mi pareva, con quei fogli scritti, d’averlo quietato. Ora ritorna più intenso che mai, con un moto di relitto che appare e dispare sull’onda che lo porta, e, a momenti, sembra che l’acqua limpida l’abbia digerito. Scottata mille volte al bruciore dell’offesa, mille volte Artemisia si fa indietro e prende fiato per lanciarsi di nuovo nel fuoco. Così usava un tempo, così usa oggi con me.

giovedì 4 giugno 2015

Il sogno del teatro


DACIA   MARAINI  ALL’ARCHIVIO DI  STATO  DI  FIRENZE

5  Giugno alle ore  16.00 - Viale Giovine Italia, 6








Il   lavoro  che  Dacia  Maraini  e  Eugenio Murrali  presenteranno il  5 giugno alle ore  16:00, nell’Auditorium  dell’Archivio di  Stato, rappresenta un’occasione fondamentale per avvicinarsi  al  Teatro di questa grande interprete del  Novecento. IL SOGNO DEL TEATRO.  CRONACA  DI   UNA  PASSIONE, con prefazione di  Dario Fo (Rizzoli 2013),  colma un vuoto di attenzione per la scrittura della  Maraini  che non è solo una   grande  narratrice  e saggista ma autore teatrale di rilevanza  europea. Questo aspetto forse  già conosciuto dagli addetti   ai lavori  ritrova in questa  ricchissima retrospettiva  la possibilità di ricostruire la sua iniziazione teatrale, fiorentina, di quegli anni mitici, immemoriali, del Poggio Imperiale  e  poi  la storia di questa avventura  culturale e civile che parte dagli anni  sessanta  per  arrivare  ai  primi anni del nuovo millennio.Si deve alla forma calibratissima di una apparente serie di interviste  (in realtà sono colloqui, dialoghi) questa idea di rappresentare società e intimità, le due grandi  protagoniste di queste pagine. L’aspetto anticonvenzionale e teatrale del libro abilmente evita  l’idea  di un  continuum  che l’avrebbe reso retorico; è  dunque il  colloquio a spezzare  l’ufficialità  di un  testo- saggio per ripercorrere esperienze teatrali  fondamentali (come dimenticare il teatro di  Cantina di via  Belsiana e la Compagnia del Porcospino?): naturalmente veniamo riportati  a testi lontani nel tempo ma dalla tematica ancora attualissima come La famiglia normale in cui il disagio e l’infelicità sono ancora oggi palpabili, più vivi che mai. Da  rilevare anche quella componente non più “autoriale” e basta ma legata ad un “fare” sul palcoscenico, ad esperienze  anche tecniche di montaggio, di regia, di uso delle luci, di creazione di  vestiti da scena: un teatro a tutto tondo, appassionato, non più solo di testa o di parole ma di azione.
Qui presenti in questo articolato dibattito, in questa rievocazione commossa ma rigorosa del teatro italiano le  voci  più rappresentative: Dario Fo, Luca  Ronconi, Eugenio Barba, Riccardo Reim, per citarne alcuni. Questa amicizia creativa, questo lavorare insieme coinvolge anche la riflessione e il ricordo di molte nostre importanti attrici  di teatro: Piera degli Esposti, Mariangela D’Abbraccio, Elisabetta Pozzi. Ma  sono moltissime quelle presenti  nel lungo percorso del teatro di  Dacia Maraini.

Presenteranno il  volume Andrea Mancini e Marzia Pieri. Coordinerà Elisabetta De  Troja.

venerdì 29 maggio 2015

Il sogno del teatro

 Venerdì 5 giugno 2015, ore 16.00 - Auditorium dell'Archivio di Stato

Presentazione del libro-intervista di Dacia Maraini  e  Eugenio Murrali

Il sogno del teatro. Cronaca di una passione (Rizzoli 2013)

Intervengono:  Andrea Mancini e  Marzia Pieri
Coordina: Elisabetta De Troja
Partecipano gli Autori
 
ARCHIVIO PER LA MEMORIA E LA SCRITTURA DELLE DONNE ALESSANDRA CONTINI BONACOSSI - www. archiviodistato.firenze.it/memoriadonne

domenica 1 marzo 2015

15 marzo, in libreria


Isabella di Morra: stella avversa
La poesia e la drammatica vicenda umana di Isabella di Morra (1520-1546), poeta petrarchista del Cinquecento uccisa in giovane età da tre suoi fratelli; nonostante l’esiguità del corpus poetico a noi pervenuto (dieci sonetti e tre canzoni scoperti durante l’indagine che seguì l’uccisione), l’interesse attorno all’opera di Isabella di Morra si è venuto accrescendo nel Novecento grazie anche agli studi di Benedetto Croce e di Luigi Baldacci.

Conferenza di Gaetana Rossi, autrice di Stella avversa. Il canzoniere di Isabella di Morra
Introduce Milly Mazzei

Domenica 15 marzo 2015 - ore 17.00
Libreria delle Donne
Via Fiesolana 2/B, Firenze

Ingresso gratuito fino a un massimo di 50 persone, prenotazione obbligatoria.
Ai soci Coop sarà applicato lo sconto su tutte le pubblicazioni esposte in libreria.

Info e prenotazioni
055 5001495 info@ttctoscana.com

mercoledì 28 gennaio 2015

Risposte a nome di Madonna Laura




Pellegra Bongiovanni 

Risposte a nome di Madonna Laura alle Rime di messer Francesco Petrarca in vita della medesima

Antenore, 2015
€ 39,00      
   




Nella seconda metà del Settecento una giovane poetessa – il cui nome, come quello di molte altre autrici coeve, sarebbe presto stato rimosso dalla storia ufficiale della letteratura italiana – compone un intero libro con cui dà voce a Laura, la taciturna musa immortalata dalla poesia petrarchesca. Nelle sue Risposte a nome di madonna Laura alle rime di messer Francesco Petrarca in vita della medesima, apparse per la prima volta a Roma nel 1762, Pellegra Bongiovanni Rossetti (1700-1770), figlia del pittore palermitano Vincenzo Bongiovanni e poetessa dell’Accademia dell’Arcadia, accoglie la sfida del confronto con l’inarrivabile nume della lirica italiana: fingendosene l’amata, gli risponde, letteralmente, per le rime.
Il suo libro, che qui viene riproposto con un puntuale commento e corredato da materiali bio-bibliografici relativi alla figura e all’opera dell’autrice, colloca a fronte, in un dialogo inedito nella storia del petrarchismo, la voce di Francesco e quella, non sempre conciliante, di Laura. Dagli oltre duecento componimenti di Pellegra Bongiovanni emerge, contrassegnato dalla libertà di una scelta programmatica non subordinata al modello, un interessante, a tratti ironico e sempre intellettualmente acuto esperimento dialogico paritario, in cui Laura, per la prima volta nella sua storia di personaggio letterario, prende mente, voce e corpo di donna.

lunedì 13 ottobre 2014

19 ottobre, in libreria

Si chiamava Beatrice
Era analfabeta, ma piena di sensibilità. Si esprimeva in ottava rima e vinceva i suoi avversari improvvisando sulle piazza tra paesani entusiasti. Non risparmiava i potenti e non si lasciava intimidire dai velluti e dagli specchi di nobili salotti. Maria Beatrice Bugelli Bernardi del Pian degli Ontani è stata la più celebre poetessa della montagna pistoiese, un caso letterario nell'Ottocento, uno spirito libero, connotato dalla cifra dell’ironia.

Conferenza di Elena Giannarelli
Introduce e coordina Milly Mazzei

Domenica 19 ottobre 2014, ore 17,00
Libreria delle Donne
via Fiesolana 2B - Firenze

Ingresso gratuito fino a un massimo di 50 persone, prenotazione obbligatoria.

Info e prenotazioni
055 5001495 info@ttctoscana.com

martedì 7 ottobre 2014

L'arte della gioia




Goliarda Sapienza


ET Einaudi, 2014
€ 15,00


 

L'arte della gioia è molto più di un bel libro, è uno di quei libri che non si dimenticano, tale è la forza della protagonista, della storia, della scrittura. È un libro che rimane dentro l'animo di chi lo legge e vi lascia una segno profondo, che è anche  un monito: non avere paura della vita mai, quando ci regala e quando ci toglie.
Tutto ruota intorno a Modesta, che nasce il primo gennaio del 1900, in una famiglia povera e in una Sicilia poverissima. La sua tenacia e la sua intelligenza la porteranno a diventare, attraverso un matrimonio di convenienza, la principessa Brandiforti.
Da “carusa tosta” ad aristocratica colta e raffinata, la vera forza di Modesta è nella consapevolezza di sé, che le dà il coraggio di fare scelte immorali per la morale comune, a lottare per le idee in cui crede fino a pagare di persona, a non rinunciare alla ricerca della verità e a smascherare il vecchio sopratutto quando si veste di nuovo.
Amica generosa e madre affettuosa, nell'amore si fa guidare dal piacere e dalla sua carnalità, rovente come la lava e impetuosa come certe volte è il mare della sua isola.
I suoi cinquant'anni, quando figli e nipoti se ne sono andati, la trovano che guarda avanti, ancora affamata di voglia di vivere.

No, non si può comunicare a nessuno questa gioia piena dell'eccitazione vitale di sfidare il tempo in due, d'essere compagni nel dilatarlo, vivendolo il più intensamente possibile prima che scatti l'ora dell'ultima avventura.

L'arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma solo quando uscì all'estero – in Francia, Germania e Spagna – ottenne il giusto riconoscimento.

Goliarda Sapienza (1924-1996) nacque a Catania da famiglia socialista rivoluzionaria; sua madre, Maria Giudice, fu la prima donna segretario della Camera del Lavoro di Torino. Dai sedici anni visse a Roma, dove studiò all'Accademia di Arte Drammatica. Negli anni Cinquanta e Sessanta recitò come attrice di teatro e cinema lavorando, tra gli altri, con Luchino Visconti, Alessandro Blasetti e Citto Maselli. Al suo primo romanzo, Lettera aperta (1967), seguirono Il filo di mezzogiorno (1969), L'Università di Rebibbia (1983), La certezza del dubbio (1987) e, postumi,  L'arte della gioia (1994) e  i racconti di Destino coatto (2002). Recentissima la pubblicazione di Elogio del bar (2014).
marinella m.

lunedì 23 giugno 2014

Almanacco del giorno prima



Chiara Valerio  

Einaudi 2014
€ 20,00





… inversione a U. Da quando m’interrogo sull’opportunità o meno di mandarti un messaggio a una certa ora, mi sono accorto che è finita l’adolescenza del nostro rapporto. Menomale, che età terribile l’adolescenza. ...
… amen 4. Discutere è inutile. Dopo dieci minuti di discussione nessuno pensa più quello che sta sostenendo. ...


Alessio Medrano adora la matematica e finisce per occuparsi di finanza creativa: calcola la vita. Scopre però che non si può calcolare proprio tutto, sentimenti compresi. Storia senza punteggiatura. Da leggere più volte.
A.T.

lunedì 9 giugno 2014

11 giugno, in libreria




Il rumore della vita
Invito alla lettura di Renata Viganò


Il secondo di tre incontri per accostarsi alla vita e all’opera di tre autrici che hanno impresso un segno durevole nella letteratura.


Parleremo di Renata Viganò e del suo L'Agnese va a morire, un romanzo che, narrando la vicenda di una donna del popolo, racconta la storia di un popolo, la sua assunzione di responsabilità nella lotta contro la guerra e per la libertà e le radici della nostra Costituzione e del nostro ordinamento democratico.


Con Maria Letizia Grossi
Introduce e coordina Milly Mazzei

Ingresso gratuito; è gradita la prenotazione

Mercoledì 11 giugno 2014, ore 18.00
Libreria delle donne
via Fiesolana 2B - Firenze
Info e prenotazioni
055 240384 libreriadonne@iol.it

sabato 26 aprile 2014

Vita




Melania G. Mazzucco

Einaudi 2014
€ 12,50




All’inizio del Novecento due bambini, Vita e Diamante, vanno in America. I genitori di Diamante vogliono che lavori, mandi a casa tanti soldi e torni un giorno ricco. La madre di Vita vuole solo che faccia compagnia a suo marito emigrato da tempo. Per i due bambini l’America è enorme, fantastica, miracolosa, un’avventura. Hanno un disperato bisogno di una vita migliore e di soddisfare le aspettative degli amati genitori. È un viaggio lungo e difficile. È una vita lunga e difficile. Si impegnano, lottano e ce la mettono tutta. Le loro vite sembrano incollate l’una all’altra, sono fatti per stare insieme – per sempre. Presto però scoprono che l’America non cambia solo la vita, ma cambia anche le persone. È come una malattia che scorre nelle vene, lascia tracce visibili e invisibili, segna e deforma.
In questo romanzo coinvolgente Melania Mazzucco cerca di ricostruire il passato – il passato della sua famiglia. Saltando fra il passato e il presente ci racconta le emozioni e le difficoltà di due bambini cresciuti in America.

…Questo libro non avrebbe potuto essere scritto senza le parole di mio padre Roberto; una volta mi ha detto: ricordati di ricordare, ma io ho impiegato più di trent’anni a capire cosa…

manu

domenica 23 marzo 2014

Il tuo nome sulla neve


Gnanca na busìa
Il romanzo di una vita scritto su un lenzuolo


Clelia Marchi 

Il Saggiatore, 2012
€ 12.00

 

ho scritto
il tuo nome sulla neve il vento là cancellato.
O’ scritto il tuo nome
sul mio cuore
e lì si è fermato


Clelia Marchi è una contadina del mantovano che per tutta la vita non ha fatto altro che lavorare. A sedici anni si innamora di Anteo, un bel ragazzo dagli occhi azzurri e a diciotto, lo sposa. È stato l’unico amore della sua vita e quando nel 1972, sistemati i figli, i due anziani potrebbero riposarsi e godersi l’affetto dei nipoti, a poco tempo dal loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, Anteo muore travolto da un auto.

E io sono come una vite senza l’albero: perché dei due uno muore; una parte, poco una parte del suo corpo di chi rimane è già morto e non c’è altri dolori al mondo che à vedere il marito morire o il compagno della tua vita...

Clelia non dorme più e di notte comincia a scrivere perché è abituata a lavorare e ora scrivere è l’unica cosa che le da un po’ di consolazione.
Racconta della sua famiglia umilissima, della sua vita passata a lavorare la terra, quando si portava gli zoccoli anche d’inverno, quando si dormiva sui materassi riempiti di foglie di granturco essiccate e si mangiava pane e polenta, polenta e pane.
A un certo punto la carta che ha raccolto non basta più, e Clelia prende dall’armadio un lenzuolo del corredo e continua a scrivere sulla stoffa.
La sua vita da sposata, nella nuova famiglia, non è meno dura, le bocche da sfamare aumentano, ma Clelia e Anteo affrontano tutto insieme, piangono i figli persi e crescono quelli che restano.
Con il linguaggio semplice di una donna che ha fatto due classi elementari andando a scuola solo in inverno, Clelia crea quasi un arazzo. Traccia sulla stoffa linee regolari che vanno a comporre rettangoli per riempire tutto lo spazio utile, ma rispettando i margini decorati con nodi d’amore rossi. Clelia numera le righe per facilitare il lettore, ai due angoli pone due fotografie, la sua e quella del marito e dà un titolo al suo lavoro: Gnanca na busìa.
Nel 1985 il lenzuolo è completato e Clelia che vuole che il suo scritto sia letto si rivolge al sindaco del suo paese, Poggio Rusco, che la indirizza a Pieve S. Stefano, in provincia di Arezzo, dove da due anni è stato aperto l’archivio delle scritture autobiografiche degli italiani.
Nel 1992 viene pubblicato e diviene un caso editoriale.
Dell’archivio diaristico di Pieve, dov’è conservato, il lenzuolo di Clelia e Anteo è diventato il simbolo stesso.
marinella m.

lunedì 24 febbraio 2014

L’incontro



Michela Murgia


Einaudi 2014
€ 8,00
 

…Benedetto sempre sia il rispetto per la carne della nostra carne, ma la strada e l’averci giocato insieme offre ai bambini una più alta dimensione di parentela, che nemmeno da adulti sarà mai dimenticata. […] Così li senti davvero certi adulti nei bar, […] vantarsi ancora tra di loro dei legami nella strada dell’infanzia – abbiamo fatto il gioco insieme – come di un parto condiviso…

Maurizio vive in campagna, un po' fuori città, ma l’estate la passa con i suoi nonni a Crabas. Fra le esplorazioni in tunnel segreti, la caccia ai passeri lungo lo stagno e la morte del clan dei topi si diverte tantissimo con i suoi amici Giulio e Franco. Ma poi nell’estate del 1986 tutto cambia. La città si spezza in due e mette in pericolo anche l’amicizia dei ragazzi.

manu

mercoledì 8 gennaio 2014

Memoria 1



Elena Loewenthal

La lenta nevicata dei giorni

Einaudi 2013
€ 17,50




C’è un poi e un prima, e c’è un sempre che Non passa, non passa, non passa per nessuno di noi.

Finita la guerra, tornarono a Parigi. Fernande e André ce l’avevano fatta.
Durante la fuga verso la Costa Azzurra, dall’imbarcazione di fortuna su cui si trovavano, Fernande scorse in lontananza, arrampicata su un promontorio, una casa, e se ne innamorò. In quel momento, con la vita appesa a un filo, si promisero che se l’avessero scampata, quella casa sarebbe stata la loro.
E così fu. André e Fernande si sposarono, la acquistarono e la ristrutturarono.
Mentre lui si rimise nel commercio e ricominciò a vivere, Fernande, trasferitasi nella casa sul mare, aspettava che le giornate si susseguissero una dopo l’altra. Niente e nessuno riusciva a farla sentire davvero viva.  Non era sola: la paura che aveva provato, il dolore e la sofferenza che aveva visto, erano i compagni fedeli dei suoi giorni e delle sue notti.
Fernande e Andrè avevano passato due anni in una villa sulla costa, insieme ad altri disperati che come loro erano ricercati dai nazisti e che, dopo aver vagato da un lato all’altro della Francia, erano approdati su quell’arenile.
Qualcuno aveva visto i propri cari partire per non tornare, tutti si sentivano come animali braccati. Nessuno avrebbe dimenticato.

A Mario e Nuto
Ho due fratelli con molta vita alle spalle,
Nati all’ombra delle montagne.
Hanno imparato l’indignazione
Nella neve di un paese lontano,
Ed hanno scritti libri non inutili.
Come me, hanno tollerato la vista
Di Medusa, che non li ha impietriti.
Non si sono lasciati impietrire
Dalla lenta nevicata dei giorni
                                         Primo Levi


Elena Loewenthal è narratrice e studiosa di ebraistica. Tra i suoi libri ricordiamo Conta le stelle se puoi (2008, finalista al Premio Campiello) e Una giornata al Monte dei pegni (2010, vincitore del premio Chiara). Insegna Cultura ebraica alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e scrive sulla “Stampa”.

marinella m.

lunedì 11 novembre 2013

Storia di chi fugge e di chi resta



Elena Ferrante

L’amica geniale - Volume terzo
edizioni e/o 2013
€ 19,50


 
… Erano successe negli anni troppe cose brutte, alcune orribili, e per ritrovare la via della confidenza avremmo dovuto dirci pensieri segreti, ma io non avevo la forza di trovare le parole e lei, che forse la forza ce l'aveva, non ne aveva voglia, non ne vedeva l’utilità …

La storia di Elena e di Lila, Napoli. Dopo il racconto dell’infanzia e dell’adolescenza, la crudeltà del rione popolare in cui vivono, i primi amori, l’insofferenza e la voglia di fuggire e la fuga da quella realtà familiare e sociale, la Storia di chi fugge e di chi resta.  Gli anni Settanta, le lotte operaie e i movimenti studenteschi, l’emancipazione femminile e “la meridionalità”. Elena e Lila si ritrovano donne e madri in due mondi diversi: la prima in un ambiente colto e ricco, l’altra in fabbrica. Scappate dal rione ne sono inevitabilmente attratte; le unisce e le divide, due donne sempre più diverse fra loro.
Intimità e passione. L’amore, il sesso, la maternità attraverso storie di sconvolgimenti continui non solo delle due protagoniste. Il senso dell’appartenenza, il sentirsi lontane dalla terra di origine ma estranee a quello di adozione.
Non c’è l’affetto incondizionato dei primi anni, emerge finalmente lo spirito critico, l’amicizia nella forma migliore.
A.T.

domenica 5 maggio 2013

Emma Perodi




Giovedì 9 maggio 2013 h. 10:00
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze - Piazza Cavalleggeri, 1

Saluto della Direttrice della BNCF Maria Letizia Sebastiani e dei Sindaci dei Comuni di Cerreto Guidi e Poppi
Presentazione della Giornata - Federica Depaolis
Intervista impossibile a Alice Perodi - Lettura di Walter Scancarello
Moderano Piero Scapecchi e Giovanna Landtroni
A vent'anni da "Una donna tra le fate" - Piero Scapecchi
Alle origini della narrativa di Emma Perodi - Carlo Lapucci
Salotti toscani, asili froebeliani e abbecedari siciliani. La geografia pedagogica di Emma Perodi - Alberto Carli
Emma Perodi dalle edizioni Perino alle edizioni Salani - Giorgio Bacci
Aspetti del rapporto tra Emma Perodi e l'editore Edoardo Perino - Alberto Raffaelli
La lingua letteraria di Emma Perodi - Costanza Brezzi
Ida Baccini e Emma Perodi: giornaliste nell'Italia postunitaria - Teresa Cini

mercoledì 1 maggio 2013

7 maggio, al Giardino dei ciliegi



 


1° maggio 1947, Portella della Ginestra: la prima strage di Stato.
Un massacro, due bambini, due vite spese a ritrovarsi, tra memoria e oblio.





Martedì 7 maggio, al Giardino dei Ciliegi (via dell’Agnolo 5), alle ore 17,00, incontro con Maria Rosa Cutrufelli, autrice di I bambini della ginestra (Frassinelli 2012). Introduce Clotilde Barbarulli.
Saranno presenti studenti del Liceo Michelangiolo.

Organizzato da Centro IdeAzione Donna - Il Giardino dei Ciliegi e La Libreria delle Donne di Firenze
in collaboraziione con l'Associazione Fiesolana 2b